LA PETITE

COCKTAIL - RESTAURANT
La Petite Firenze Press
La Petite Firenze

La Petite Cocktail-Restaurant:
Cucina e convivialità nel nuovo locale di Firenze


Il centro storico di Firenze sembra percorso da una ventata di grande vitalità, ultimamente. Nascono nuovi locali, risto-botteghe, ristoranti di tendenza, hamburgherie gourmet e luoghi di incontro che riportano le voci e le chiacchiere notturne anche in quelle strade e stradine del centro che, dopo il bagno di turisti quotidiano, al calar del sole piombavano in un silenzio quasi irreale.

Come il nuovissimo La Petite Cocktail-Restaurant: luogo di aggregazione per mangiare, bere, rilassarsi, leggere, fare una pausa dopo una passeggiata in centro, dove incontrarsi con gli amici, sperimentare nuovi cocktail, seguire serate degustative di vini, dove godersi un bel brunch in compagnia.

Ricavato in uno spazio piccino, ma sfruttato a meraviglia, La Petite Cocktail-Restaurant è un locale informale, che si presta ad essere animato a tutte le ore del giorno.

Il progetto degli interni e degli arredi, a cura dello studio di architettura DEFERRARI+MODESTI, ha creato un locale dalla duplice anima.
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La Petite Firenze, living, corriere della sera

LA PETITE DI FIRENZE
Testo di Porzia Bergamasco

Un cocktail-restaurant nel cuore ottocentesco della città gigliata progettato dallo studio DEFERRARI+MODESTI L’Ottocento fa da sfondo: nella altezza generosa, nell’affresco del soffitto del livello superiore, negli edifici che distinguono le vie circostanti del reticolo ortogonale su cui si affaccia La Petite. Cocktail-restaurant fondato da due fratelli, nuova generazione di una famiglia di ristoratori di Firenze, e progettato da Deferrari+Modesti.

L'intervento dello studio fondato dall'argentino Javier Deferrari e dall'italiana Lavinia Modesti, è stato proprio quello di ricontestualizzare nel quartiere storico un fondo commerciale e un ristorante esistente, creando un luogo raccolto, diviso su due livelli e attività: bar, alla strada, e ristorante, su quello superiore.

La storia di oggi, la lasciano raccontare ai dettagli come la grande e complessa parete di travertino, omaggio alle opere di Costantino Nivola, che movimenta lo spazio con giochi ottici tridimensionali e dialoga con il bugnato della parete esterna, apparendo attraverso le grande vetrate di ingresso.

"Nella parete si ritrova l'elemento più riconoscibile dello spazio, la traccia che maggiormente riesce a connotarlo - dicono gli architetti - ma senza una eccessiva fissità e rigidita, poiché è mutevole con la luce e produce, di ora in ora, effetti variabili grazie al disegno delle ombre".

Elemento centrale è anche una leggera scala di metallo e cordini di pelle, dal carattere artigianale, come tutti gli altri elementi di arredo progettati a misura con un effetto e atmosfera generale che sembra richiamare l'essenza della cucina degli chef di La Petite, basata sull'accostamento dell'invenzione alla tradizione.

La Petite Firenze, domus, pubblicazione

LA PETITE

Il progetto si colloca a Firenze, in quella porzione di centro storico che più ha risentito degli interventi ottocenteschi ad opera di Giuseppe Poggi. L'intervento sta rivitalizzando questa strada che, molto animata nelle ore diurne, la sera si svuotava completamente. Un ambiente dalle dimensioni ridotte è stato trasformato in uno spazio raccolto, ma al tempo stesso arioso. Lo spazio sul quale intervenire era eccessivamente frammentato e reso angusto da un soppalco e da una scala sovradimensionati e ingombranti.

La rimozione di questi elementi è stato punto di partenza di un intervento che permette di poter apprezzare nuovamente le altezze tipiche del fabbricato ottocentesco, restituendo valore al volume e alla profondità dello spazio originale. Al piano terra il cocktail-bar è lo spazio del movimento, adatto appunto a una pausa veloce. Mentre la sala al primo piano, adibita a ristorante, offre l'atmosfera raccolta di un salotto intimo ed accogliente, dove è piacevole intrattenersi.

La qualità dello spazio al piano terra ha suggerito di lavorare sulla parete, realizzando una scultura parietale in pietra chiara, che rischiarasse l'ambiente e ne divenisse un punto focale. Molteplici sono le suggestioni che hanno corroborato l'idea attorno alla quale la parete ha preso forma. I paramenti murari e i lastricati di Firenze costituiscono un primo riferimento: pietre lisce giustapposte a rugose, superfici levigate accanto a scalpellate, rigate, bocciardate; la geometria, la tridimensionalità delle bugne.

La parete è stata realizzata scomponendo l'elemento in lastre triangolari di travertino, di spessore variabile, incollate ciascuna su supporti diversi. Per ottenere la complessità geometrica e il gioco di ombre ricercato, è stata studiata la posizione e la rotazione di ogni singolo pezzo. A contrasto con la parete chiara in pietra, il pavimento del piano terra è in legno di rovere, e i colori degli intonaci sono color zafferano per la parete di fondo e in tonalità di grigio nelle parti restanti.


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progetto grafico e website: DEFERRARI+MODESTI

fotografie: MeDisProject